LE COPPIE MISTE: UN NUOVO FENOMENO IN VIA DI CRESCITA
a cura di
Psicologa dell’età evolutiva
Il fenomeno migratorio nella società contemporanea
Tra i diversi mutamenti sociali, l’Italia è interessata da un fenomeno che recentemente ha assunto dimensioni di un certo rilievo: i matrimoni misti. La famiglia mista, fenomeno sociale che accompagna l’immigrazione, si caratterizza per l’appartenenza dei partner a gruppi culturali diversi. Alla base dell’unione mista ci sono molteplici fattori: flussi migratori, continui scambi turistici, commerciali, comunicativi, soggiorni di studio. Ma è proprio sui flussi migratori che è opportuno concentrare l’attenzione. Esiste un legame molto forte tra immigrazione e coppia mista: senza dubbio l’immigrazione sta diventando sempre più un fatto strutturale, una componente sociale che lentamente continua a modificare gli scenari linguistici, etnici, culturali e religiosi delle nostre città e la coppia interetnica si inserisce perfettamente in questi nuovi scenari. Uomini e donne accolti in Italia e provenienti da paesi stranieri, non si limitano a lavorare ma vivono anche dei momenti importanti di socializzazione, uno di questi può essere, appunto, una relazione sentimentale con un individuo autoctono. La nuova relazione crea così un forte elemento di stabilizzazione nel nuovo territorio. L’unione mista diventa quindi simbolo assoluto dell’integrazione dell’individuo straniero nella società ospitante.
I massicci fenomeni migratori provenienti pressoché da ogni parte del mondo, ed i sempre più profondi e stabili innesti di popolazione residente di origine straniera, determinano un’evoluzione del nostro tessuto sociale in chiave necessariamente multietnica. Il fenomeno, naturalmente, non comporta solo il trasferimento all’interno dei confini italiani di nuclei familiari già formati all’estero, ma anche la formazione ex novo di nuove famiglie. Se da un lato, infatti, il fenomeno delle migrazioni ha favorito la comparsa di queste forme famigliari, il "rimescolamento della popolazione" su scala mondiale ha aumentato la possibilità di tali unioni, dall’altro lato queste famiglie risultano ancora suscitare perplessità o disapprovazione in non pochi contesti sociali, compreso quello italiano.
Coppie miste: quale significato?
Nel momento in cui ci si interroga sulla natura delle coppie miste, possono nascere delle difficoltà.
Cosa, dunque, rende mista una coppia? C’è differenza tra chi è intimamente coinvolto in essa e chi la guarda dall’esterno? Come i partner negoziano questa distanza culturale fra i loro mondi culturali?
Sicuramente non è semplice distinguere la coppia mista da una che non lo è. In senso generale, infatti, si potrebbe dire che qualsiasi famiglia è mista in termini di unione fra background individuali o famigliari differenti o fra generi e status sociali diversi e comporta sempre, per il soggetto, una sfida a comprendere la cultura dell’altro. La coppia “non mista” non esiste, poiché in ogni relazione persistono elementi di differenziazione. Tuttavia, quando la coppia mista di un particolare contesto diviene oggetto di studio per un ricercatore, è fondamentale interrogarsi sul tipo di differenza che la definisce.
Se si prendono in considerazione diversi periodi storici o diversi contesti culturali, l’accezione di coppia mista cambia in modo considerevole. Lo sguardo storico ci permette di comprendere come il concetto di misto varia nel tempo e nello spazio.
In passato venivano considerati misti quei matrimoni fra persone appartenenti a ceti o professioni diverse anche se facevano parte dello stesso gruppo culturale. Il ceto sociale e la professione degli individui erano visti, infatti, come aspetti fondamentali per la costruzione dell’identità personale e rappresentavano criteri guida nel definire le appartenenze degli individui. Anche la provenienza da due regioni o da zone geografiche diverse, erano criteri sufficienti nel contesto italiano, fino ad una trentina di anni fa, per considerare reciprocamente “stranieri” i due partner di una coppia.
Sarebbe quindi utile inquadrare le differenze culturali anche all’interno delle dinamiche di potere che caratterizzano i rapporti tra i gruppi all’interno della società, soprattutto nell’analisi del rapporto fra la coppia e il mondo esterno.
Per comprendere, infatti, i modi in cui le persone entrano in relazione tra loro nella sfera privata non si può prescindere dalle caratteristiche della rete sociale e della struttura di potere nella società e dalle pratiche istituzionali che regolano la sfera pubblica.
In particolare, partendo da queste premesse possiamo affermare che la differenza fra i partner della coppia mista è di ordine culturale, religioso, razziale ed etnico nella misura in cui questa differenza è percepita come rilevante a livello sociale. In questo senso le qualità personali che trasformano una relazione di coppia in un’unione mista vanno concepite sempre in stretta interdipendenza con un processo di costruzione culturale della somiglianza e della differenza che stabilisce, a livello sociale e collettivo, il grado di compatibilità fra gruppi.
Perchè ci si sceglie?
I motivi alla base della scelta di un partner straniero, possono essere classificati in tre categorie:
- motivi non relativi alla razza (come amore e compatibilità), motivi che vengono riportati sia dal partner straniero che dal partner della cultura dominante;
- motivi relativi alla razza, come attrazione e maggiore indipendenza, il primo riportato da entrambi i partner, a differenza della seconda motivazione riferita soprattutto dalla donna straniera;
- lo status marginale vissuto dall’individuo all’interno del gruppo, riportato dai partner stranieri.
I risultati mettono in luce che è soprattutto la prima categoria di motivazioni che spinge il soggetto a contrarre un matrimonio interrazziale, e comunque queste motivazioni risultano inevitabilmente e fortemente influenzate anche dalle opportunità di incontro offerte dalla comunità.
Lo studioso Cerroni-Long (1984) propone una riflessione secondo la quale le persone possono arrivare a contrarre un matrimonio misto in base a tre tipi di disponibilità:
a) fisica, riferita alla composizione demografica di una società, alla distribuzione geografica dei gruppi sociali e al rapporto numerico fra maschi e femmine;
b) attuale, relativa al tipo di norme, all’apertura religiosa e giuridica e al grado di segregazione/concentrazione residenziale e occupazionale;
c) psicologica, intesa come attrazione, similarità nell’orientamento dei valori e soddisfazione legata alle aspettative di ruolo.
Queste tre categorie, in un certo senso, anticipano i futuri sviluppi della ricerca in questo ambito e prefigurano alcune delle più recenti prospettive teoriche rispetto alla motivazione della scelta di un partner straniero, quali la teoria strutturale e la teoria della motivazione razziale.
Non basta, tuttavia, leggere il fenomeno solo in chiave macrosociale, in quanto alla base delle scelte affettive intervengono anche i tratti individuali delle persone che orientano in un senso piuttosto che in un altro le opportunità di relazioni reciproche, in base alla loro personale attrazione verso ciò che li differenzia o li accomuna con l’altro.
