6 maggio 2013

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 maggio 6, 2013
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Una borsa piena di solitudine. Lo shopping compulsivo.

Dott. Leonardo Roberti

 

La dipendenza dagli acquisti, definita anche shopping compulsivo, è un disturbo psicologico e comportamentale caratterizzato dalla tendenza a manifestare continui ed improvvisi bisogni irrefrenabili di acquisto, e connotato da peculiari caratteristiche che lo distinguono dalla “normale” mania di comprare tipica anche del diffuso atteggiamento consumistico proprio della nostra società moderna. Siamo infatti in presenza di un disturbo mentale di dipendenza da shopping quando vengono soddisfatte tutte queste condizioni:

  • gli acquisti si ripetono più volte in una settimana;
  • il denaro investito per lo shopping è eccessivo rispetto alle proprie possibilità economiche;
  • gli acquisti perdono la loro ragione d’essere: non importa che cosa si compri, se vestiti , libri, profumi, oggetti per la casa o alimenti; ciò che conta è comprare, soddisfare un bisogno irrefrenabile che spinge a entrare in un negozio e uscirne carichi di pacchi;

  • quando il bisogno di fare shopping non può essere soddisfatto, il mancato acquisto crea profonde crisi di ansia e frustrazione;
  • la dedizione agli acquisti compare come qualcosa di nuovo rispetto alle abitudini precedenti.
Chi è il compulsive shopper?

Da recenti sondaggi, il 90% dei soggetti è rappresentato da donne che appartengono a una fascia sociale media, con un’età media di 40 anni. Ma già dall’adolescenza si possono individuare le prime avvisaglie e sintomi della dipendenza da shopping, una dipendenza che, va sottolineato, viene incoraggiata dai mass media giorno dopo giorno con continue campagne pubblicitarie su ogni genere di prodotto, e alimentata da ingenti investimenti e con tecniche psicologiche di persuasione all’acquisto sempre più raffinate, da parte delle grandi aziende produttrici. Cosmetici, capi d’abbigliamento, scarpe e gioielli sono tra gli oggetti preferiti dalle donne, gli uomini invece prediligono telefonini, computer e altri accessori tecnologici.

Cosa si nasconde dietro la dipendenza da shopping compulsivo?

Quattro sono gli elementi chiave per una lettura psicologica dello shopping compulsivo.

Innanzitutto la compulsività degli acquisti: la compulsione è un comportamento ripetitivo (ad es. lavarsi continuamente le mani) o un atto mentale (ad es. ripetere continuamente delle parole o delle combinazioni di numeri) che il soggetto non può fare a meno di compiere ed il cui obiettivo è il contenimento dell’ansia. Chi è affetto da dipendenza da shopping afferma di sentirsi assalito dal bisogno urgente di comprare, come in preda a un’ossessione che lo costringe a mettere in atto il comportamento, quasi costretto da un impulso irrefrenabile e intrusivo.

Bisogna poi considerare lo shopping compulsivo come un tentativo messo in atto per alleviare uno stato depressivo sottostante di cui il soggetto non sempre è consapevole. La felicità, il senso di potere e di sollievo che lo shopper sente dopo gli acquisti, va a colmare un vuoto di relazioni, sentimenti e autostima che il soggetto sta vivendo in quel particolare periodo della propria vita o che soffre da anni.

Un terzo elemento importante è la somiglianza per molti versi tra la dipendenza da shopping e la dipendenza da sostanze: in entrambe le patologie assistiamo a fenomeni di craving (incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento dannoso), di tolleranza (che porta i soggetti al bisogno di aumentare progressivamente le dosi, quindi la quantità di oggetti da comprare, il denaro speso e il tempo da dedicare agli acquisti), e di astinenza (le crisi a cui va incontro lo shopper compulsivo quando per qualsiasi motivo si trova impossibilitato all’acquisto).

C’è infine la presenza di un deficit nel controllare i propri impulsi all’acquisto, dove l’impulso a comprare viene vissuto in modo irresistibile. Questa spinta incontrollabile all’acquisto, tipica dei compratori compulsivi, è stata definita “buying impulse”, e viene descritta come una pervasiva tendenza distruttiva, creata da un bisogno urgente che preme per essere soddisfatto. Tale caratteristica rende questa patologia simile per alcuni versi ad altre forme di scarso controllo degli impulsi, come il gioco d’azzardo patologico e la cleptomania.

Ma l’aspetto più preoccupante sono le gravi ripercussioni sulla vita sociale, lavorativa, familiare e coniugale che la dipendenza da shopping compulsivo causa, oltre alle inevitabili perdite finanziarie e all’importante portata di stress psicologico, di ansia, di depressione e di perdita di ogni controllo sulla propria volontà.

Liberarsi dalla dipendenza da shopping si può, come da ogni altra forma di dipendenza, con una psicoterapia che tenga sotto controllo i comportamenti problematici e li riduca nel tempo fino a farli scomparire, attraverso la comprensione dei significati soggettivi e molteplici del sintomo, tentativo disadattivo di dar voce a un profondo malessere.