LA MEDIAZIONE FAMILIARE
a cura di
Psicologa dell’età evolutiva
Cos’è la mediazione familiare?
La mediazione familiare è un tipo di intervento volto alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o di divorzio. Il percorso di mediazione rappresenta una valida alternativa alla tradizionale via giudiziaria: il suo scopo è quello di consentire ai coniugi che scelgono di porre fine al proprio vincolo matrimoniale di raggiungere in prima persona degli accordi di separazione e di essere artefici della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura loro e quella dei loro figli. Questo tipo di servizio offerto alla famiglia in crisi si basa su di un presupposto essenziale, che lo differenzia da ogni altro tipo di intervento volto a risolvere le dispute: le persone, pur nel disordine emotivo/organizzativo che spesso accompagna una crisi coniugale, hanno la capacità di autodeterminarsi ed assumersi la responsabilità di decidere ciò che è meglio per loro, evitando di delegare ad un terzo, avvocato o giudice che sia, questo compito.
Perchè scegliere la mediazione familiare?
La mediazione aiuta i coniugi a raggiungere insieme, attraverso un percorso strutturato di negoziazione, degli accordi "ragionevoli e soddisfacenti" su tutti gli aspetti inerenti il divorzio: modalità di affidamento dei figli, calendario delle visite per il genitore non affidatario, assegno di mantenimento, divisioni patrimoniali, spartizione dei beni ecc. I dati sperimentali derivati dagli studi sulle conseguenze del divorzio condotti a livello mondiale parlano chiaro: la durata degli accordi è direttamente proporzionale al grado di soddisfazione che questi procurano:soltanto un accordo che rispetti gli interessi di entrambi i coniugi avrà la possibilità di resistere nel tempo. Queste ricerche, avviate negli Stati Uniti, in Canada ma anche in Europa, dimostrano con evidenza che in percentuale gli accordi raggiunti in sede di mediazione familiare presentano un numero considerevolmente più basso di successivi ricorsi in tribunale rispetto agli accordi imposti dal giudice in sede giudiziaria. La mediazione, che raramente prevede la presenza dei figli (specialmente se piccoli) rappresenta anche il modo migliore per i minori di vedere tutelati i loro diritti, bisogni ed interessi: se, infatti, il mediatore non interviene mai in merito al contenuto degli accordi, sui quali soltanto i coniugi hanno diritto di parola, egli ha comunque il dovere di opporsi a quelle decisioni che con evidenza minaccino l'interesse dei bambini. Sono allora i figli, "i terzi assenti nel processo di mediazione", i beneficiari privilegiati di questo tipo di intervento. La mediazione familiare si presenta allora come un aiuto concreto ai padri e alle madri che intendono ripensare in maniera intelligente e costruttiva alla riorganizzazione del menage familiare, evidentemente destrutturato dalla crisi coniugale.
In mediazione non ci si occupa del passato e dei motivi che hanno condotto la coppia alla decisione di separarsi, almeno che questi aspetti non servano effettivamente per costruire quel tavolo delle mediazioni che farà da base all'attività negoziale dei coniugi. L'attenzione dei protagonisti si soffermerà soprattutto sui ruoli presenti e futuri e su tutti gli aspetti di gestione del
nuovo assetto familiare.
La mediazione familiare non è necessariamente rivolta alle coppie che hanno già deciso di separarsi: in quanto servizio di aiuto in caso di conflittualità familiare, possono recarsi dal mediatore tutti coloro che vivono una situazione di conflitto in famiglia e che sentono il bisogno di trovare uno spazio neutro in cui confrontarsi per chiarire la propria posizione, le proprie idee, o ritrovare un proprio ruolo coniugale o genitoriale corroso dal tempo o da situazioni conflittuali.
A chi si rivolge la mediazione familiare?
La mediazione familiare si rivolge:
- ai coniugi che hanno deciso di porre fine al proprio matrimonio
- a quelli che stanno pensando di farlo
- alle coppie in crisi indecise sul da farsi
- alle coppie già divorziate che intendono rivedere i propri accordi
Le differenze rispetto alla via giudiziaria tradizionale
I coniugi in mediazione familiare sono stimolati a prendere in modo autonomo le proprie decisioni e ad essere responsabili del proprio futuro. Il presupposto di fondo è che nessuno meglio di loro sia in grado di prendere quelle decisioni che andranno a regolare ed organizzare la loro vita futura e quella degli altri membri del nucleo familiare.
Il ricorso alla giustizia formale implica invece una posizione di delega passiva che limita lo spazio per l'esercizio della soggettività dei protagonisti della separazione.
Come molti studiosi hanno evidenziato, il modello giudiziario si fonda per definizione sulla "contrapposizione delle parti" e finisce quindi per adattarsi male al contenzioso della separazione, dove gli ex coniugi, pur avendo scelto di recidere il legame coniugale, continuano ad essere sempre genitori dei loro figli ed hanno quindi bisogno di mantenere una relazione per il bene dei bambini che essi hanno in comune.
In mediazione familiare si cerca di affrontare il conflitto in modo diverso senza delegare il potere ad un terzo istituzionalmente incaricato. La filosofia alla base della mediazione familiare è che le lotte giudiziarie non sono vantaggiose né per i coniugi né per i figli, che farsi la guerra in tribunale sia il modo peggiore e più dannoso di porre fine ad un matrimonio. Molto spesso i costi imposti dalla via guidiziaria sono ,dal punto di vista economico ed emotivo, molto alti. Troppe separazioni offrono un panorama pressoché identico: un coniuge che si sente ferito, tradito, deluso o abbandonato e cerca una compensazione, un vantaggio sull'altro imbastendo liti legali che durano anni per "ottenere la casa, l'affidamento dei figli, un assegno più alto" ecc. Il tutto senza pensare che dopo anni di lotte guidate dai rispettivi avvocati la maggior parte delle volte si finisce per ottenere meno di quanto l'altro coniuge sarebbe stato disposto ad offrire spontaneamente all'inizio degli scontri.
I vantaggi della mediazione familiare
1) aiuta i coniugi a "separarsi civilmente"
2) permette un notevole risparmio dei costi del divorzio, sia dal punto di vista psicologico, sia da quello economico. La mediazione prevede un massimo di 13 incontri e aiuta le parti ad arrivare a degli accordi in tempi relativamente brevi.
3) consente di raggiungere accordi durevoli e soddisfacenti per tutti i membri del nucleo familiare.
4) aiuta la coppia che si separa a rimanere unita nell'esercizio della funzione genitoriale per una crescita sana ed equilibrata dei figli.
5) aiuta a non patologizzare il divorzio, ma a vederlo anche come un'opportunità di crescita e di cambiamento per tutti i membri del nucleo familiare.
