lrpsicologia

 

La Psicologia dell’Emergenza: una disciplina di interesse sociale


Di Fabio Campetti e Tiziana Corsini, psicologi dell’emergenza, Responsabili della Colonna Mobile della Protezione Civile Gruppo Lucano (PCGL), soci fondatori dell’Associazione Psicologi per i Popoli – Sezione Abruzzo.

La Psicologia dell’Emergenza è una disciplina estremamente ampia e che risente di contributi diversi della psicologia (Psicologia Clinica, Psicologia Sociale, studi sulle comunicazioni di massa, Psicologia Ambientale,  Psicologia di Comunità e la Psicologia della Salute).
Questa materia si sviluppa a partire dall’esigenza di avere un modello di riferimento per tutti gli operatori che lavorano nel soccorso psicologico. La psicologia dell'emergenza, è una disciplina che si occupa dei processi psicologici e sociali che si sviluppano in situazioni di forte criticità, che si presentano come un trauma alla coscienza dell’individuo e della collettività e non rientrano nella norma.
Situazioni come terremoti, attacchi terroristici, incidenti che comportano pericolosità chimica o nucleare, investono l’intero tessuto sociale, sono portatori di ansie a livello collettivo, che vanno trattate in modo diverso dalla psicoterapia rivolta al singolo.
Una delle peculiarità della Psicologia dell’Emergenza è proprio quella di trattare la persona non come portatrice di un sintomo o una patologia da curare, ma di una sofferenza che emerge in modo acuto in seguito a un forte trauma. Inoltre, grazie ai contributi delle linea guida internazionali (I.A.S.C.), gli individui non vengono presi in modo isolato, ma considerati nel contesto di provenienza. In questo modo l’intervento psicologico assume una valenza psicosociale poiché considera i correlati collettivi del disagio post-traumatico. Questo significa fornire aiuto all’intera comunità colpita dall’emergenza. Il tipo di soccorso prestato assume diverse forme: dalla riconnessione del tessuto sociale, alla riattivazione dei servizi territoriali, alla semplificazione della  comunicazione.
Nell’ottica dell’empowerment lo psicologo deve essere un facilitatore che aiuti le persone nel potenziare le strategie di coping e ad essere in grado di riprendere in mano le redini della propria esistenza. E’ necessario essere in grado di gestire i conflitti che possono originarsi all’interno della comunità, o tra diversi gruppi. Bisogna incentivare la ripresa delle normali attività, oltre che per motivi di natura pratica, anche per sostenere la comunità colpita nel riprendere fiducia, gradualmente, nel futuro. E’ opportuno tenere conto delle diverse specificità della comunità in cui si va ad operare: sono indicatori importanti la composizione della popolazione, dal numero degli anziani, a quello degli stranieri, delle coppie con figli, e del livello culturale. Il Manifesto di Carcassone (2003) opera un giusto riferimento al “pudore dei mass media”. Di fronte a calamità naturali o di altro tipo, i mezzi di informazione sono assai utili nella loro mission di comunicazione degli eventi, ma vi sono casi di giornalismo che tende a scavare in modo improprio nel dolore delle persone, occuparsi di emergenza significa anche sapere interagire in modo costruttivo, tra chi svolge lavoro di informazione e chi è stato colpito da un evento tragico. A tale proposito è necessario ricordare che il confronto con i lutti è inevitabile. Risulta fondamentale considerare che l’elaborazione di un lutto richiede tempo, specie dopo un evento imprevedibile come una calamità. Operare nell’emergenza vuol dire lavorare con costanza ma discrezione, andare a “scavare” nel trauma a tutti i costi può essere controproducente.
In questo articolo fino ad ora ci siamo occupati dell’intervento con le vittime di un evento catastrofico. La psicologia dell’emergenza considera parte importantissima del proprio lavoro anche il lavoro con i soccorritori (Croce Rossa, Esercito, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, ANPAS e Forze armate in genere). Questi sono esposti a un lavoro ad alto grado di stress. In passato la formazione di questi operatori era basata essenzialmente sul saper fare, negli ultimi decenni a partire dai lavori di Mitchell negli anni ’80, la prevenzione e il supporto psicologico di chi svolge questo lavoro sono divenuti un rilevanti al pari delle competenze tecniche, almeno concettualmente. Il CISM, acronimo di Critical Incident Stress Management è il protocollo più diffuso. Questo protocollo prevede una suddivisione in tre fasi. La prima (Fase precritica) prevede la formazione degli operatori altamente esposti a eventi di tipo stressogeno, che vengono istruiti sulle tipiche reazioni al trauma, in modo da avere una preparazione di tipo psicologico rispetto a quello che dovranno affrontare. La Fase pericritica si sviluppa nel qui e ora dell’emergenza. L’operatore viene preso in carico, spesso in gruppo, in modo da avere la possibilità di esprimere i propri vissuti e condividerli. In tal senso sono strutturate le tecniche di Defusing e Debrifing. Quest’ultimo (Mitchell, 1983) è un protocollo di sette fasi che si svolge nelle ore immediatamente successive all’evento traumatico (massimo 96 ore), ed è rivolto esclusivamente agli operatori. Le fasi del Debrifing permettono di analizzare l’evento, cominciando dai fatti accaduti, in tutte le sue componenti: cognitive, emozionali e relative al vissuto esperienziale del soccorritore. Non manca il momento dedicato alla presentazione e discussione di eventuali sintomi post-traumatici provati e riferiti dagli operatori. La Fase post critica, prevede la presa in carico dei singoli, delle famiglie, eventuali invii a operatori sanitari, e incontri di follow-up. E’ necessario ricordare che il CISM, è un protocollo studiato per essere applicato in tutte le sue fasi, tecniche quali quelle del Defusing e del Debrifing hanno utilità solo se inserite in un discorso di ampio respiro, che veda lo psicologo dell’emergenza impegnato non solo durante gli eventi critici, ma anche prima e dopo.
Come tutti gli operatori sopraccitati, ricordiamo che anche lo psicologo dell’emergenza è sottoposto a ogni genere di stress, a cui vanno aggiunte richieste di risolvere magicamente i problemi, oltre che la vocazione,propria della categoria, ad aiutare tutti. Il rischio del burn-out, come comprensibile è molto alto, quindi per chi opera nelle emergenze, è necessario avere un gruppo di colleghi con cui discutere dei problemi e delle emozioni provate. Uno psicologo provato non è d’aiuto a se stesso, né agli altri. E’ sempre utile confrontarsi sulle motivazioni profonde che spingono un professionista ad occuparsi di un contesto così peculiare, che ci mette di fronte a tanta sofferenza. Anche per lo psicologo dell’emergenza è necessaria un’adeguata formazione sia professionale sia personale.

 

Bibliografia:

AA.VV. (2003e) “L’intervento psichiatrico e psicologico negli eventi catastrofici. Linee di indirizzo”. Protezione Civile Regione Piemonte. Torino.
Axia, G. (2006) Emergenza e Psicologia. Il Mulino, Bologna.
Briante G, Brustia P, Fenoglio M.T (1997)., Elementi di psicologia per il lavoro sociale, Carrocci, Roma
Castelli C. e Sbattella F.,(2003) Psicologia dei disastri, Carrocci , Milano
Fenoglio, M.T. (2001). Psicologi di Frontiera: la storia e le storie della psicologia dell'emergenza in Italia. Psicologi per i Popoli, Trento.
Gelardi, C. (2003) “Il volontariato nell’emergenza: l’immagine del volontariato nelle calamità naturali” www.volontariato.org/interventi/volontemergenza.htm
Goleman D. (1996), L’intelligenza emotiva, Milano, Rizzoli

Heuer, F. e Reisberg, D. (1990). Vivid memories of emotional events: the accuracy of remembered minutiae. Memory and Cognition, 18, 496-506.
Lois J, Heroic Efforts, The Emotional Culture of Search and rescue Volunteers, New York University Press, 2003
Mainardi Peron E.-Saporiti S. (1995) “Stress ambientale”, Nis, Roma.
Maslach (1992). La sindrome del burnout il prezzo dell’aiuto agli altri Cittadella Editrice, Assisi
Minissi, E. (2003b) “Un approccio costruttivista all’interpretazione del concetto di volontariato”       
www.oikos.org/enzo/costruttivolontariato.htm
Mitchell, J. T. (1983). When disaster strikes.... The Critical Incident Stress Debriefing. Journal of Emergency Medical Services, 8, 36-39
Pietrantoni, L., Prati G. (2009). Psicologia dell'Emergenza. Il Mulino, Bologna.
Sbattella, F. (2009). Manuale di Psicologia dell'Emergenza, Franco Angeli, Milano.
Young, H.B., Ford, J.D., Rusek, J.I., Friedman, M. J., Gusman, F: (2002)     ”L’assistenza psicologica nelle emergenze. Manuale per operatori e organizzazioni nei disastri e nelle calamità”. Erikson, Trento.


 

 

iso9001 .. iqnet

 

Offerta Formativa

--------------------------

Master in Psicodiagnostica (biennale)

Psicodiagnostica dell'Età Evolutiva (semestrale)

----------------------------------

Tecniche del colloquio clinico

Test Grafici

MMPI-2 MMPI-A

T.A.T.

MCMI-III

Fairy Tale Test

Test di Luscher

Psicopatologia dello Sviluppo

-----------------------------

 

Attività Seminariali

---------------------------

Informazioni su:

------------------------------

Ansia - Depressione - Attacchi di panico - Agorafobia - Dipendenza affettiva - Fobie specifiche - Anoressia - Bulimia - Disturbi psicosomatici - Obesità - Shopping compulsivo - Gelosia - Tossicodipendenza - Timidezza - Lutto - Problemi di coppia - Fobia sociale - Stress - Problemi sessuali - Violenza contro le donne - Disturbi dell'apprendimento - Omosessualità - Problemi scolastici - Disturbo ossessivo compulsivo - Ipocondria - Schizofrenia - Adolescenza - Disturbi di personalità - Disturbi dell'alimentazione - Nuove Dipendenze - Deficit di Attenzione Iperattività - Ipocondria - Insonnia - Autismo - Tic - Ritardo mentale - Bullismo - Ansia da separazione - Dislessia - Test depressione - Test Ansia - Dipendenza da internet - Discalculia - Disgrafia - Disortografia - Disturbo delle Capacità Motorie - Violenza domestica - Paranoide - Schizoide - Training autogeno - Tradimento - Epilessia - Coppie miste - Relazioni sociali - Mediazione familiare - Training autogeno - Cocaina - Depressione post partum - Stalking - Genitorialità - Abuso intrafamiliare - Pet Therapy - Psicologia dell'emergenza -

------------------------------------

Partners

 

cipi

Centro Italiano Psicodiagnostica Integrata

 

irppi

Istituto Romano Psicoterapia Psicodinamica Integrata

 

luscher

Istituto Italiano "Max Luscher" sede di Padova

 

ftt

The Projective Fairy Tale Test Society

 

psiconews

Psiconews

Anticorpi contro la manipolazione della mente

 

armando editore

 

LRpsicologia e INA

agevolazioni 10% su polizze RC professionali per psicologi