Anoressia Nervosa

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Il termine anoressia deriva dal greco orexys e indica letteralmente “mancanza d’appetito”. Tuttavia il termine non è adeguato poiché in realtà le persone che soffrono di questo disturbo non perdono l’appetito, ma la paura di ingrassare è tale da ingannare lo stimolo della fame ad esempio bevendo grandi quantità d’acqua o mangiando tante verdure. In molti casi si rifiutano di mangiare qualsiasi cosa o dicono di essere sazi dopo aver assunto piccole quantità di cibo.

Nella maggior parte dei casi l’anoressia inizia dopo una drastica dieta fatta senza controllo medico, oppure dopo una perdita dell’appetito legata ad un evento doloroso, che si evolve in una rifiuto ossessivo del cibo, unito spesso ad una attività fisica eccessiva. Il proprio corpo è percepito “troppo grasso” per cui si fa di tutto per mantenere il proprio peso il più basso possibile, anche se il proprio corpo è al di sotto del peso normale. A volte dall’eccessivo controllo si può passare a delle grosse abbuffate, vissute però con disgusto, senso di vergogna e di colpa, per cui si finisce per indurre il vomito, fare eccessivo uso di lassativi e praticare una intensa attività fisica.

I criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per una corretta diagnosi di anoressia nervosa sono:

  • una magrezza estrema (non costituzionale ma volontaria), con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima ritenuta normale (anoressico è un soggetto con peso sotto l’85% di quello previsto in base all’età ed alla altezza e/o l’indice di massa corporea – BMI – inferiore a 17,5);

  • una forte paura di ingrassare anche in presenza di evidente sottopeso;
  • una preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico, che includa sia un’alterazione del vissuto corporeo, sia un’importanza eccessiva data al peso a scapito dell’autostima; o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche; il non essere soddisfatti del proprio corpo (costituisce il fattore di rischio più elevato);

  • nei pazienti di sesso femminile, un’amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) da almeno tre cicli consecutivi dopo il menarca.

Esistono diverse differenze con la bulimia nervosa:

Differenza Anoressia nervosa Bulimia nervosa
Peso Il peso rimane costantemente basso, sotto la media BMI Il peso rimane sulla norma, non si notano differenze di rilievo
Decade di incidenza maggiore (quando compare il disturbo) Si presenta nella prima giovinezza della persona Compare in età adulta
Richiesta di aiuto La persona malata non cerca quasi mai un aiuto Molto frequentemente la persona chiede di essere aiutata
Rapporto con il menarca (primo sanguinamento della donna durante la mestruazione) A volte è correlata e causa l’anticipazione del sanguinamento Non ha alcun rapporto con il sanguinamento
Diffusione nei soggetti maschili Anche se l’incidenza è notevolmente inferiore, la malattia colpisce anche i maschi L’incidenza è quasi esclusivamente femminile
Tipologia Può essere acuta o cronica ma non cambia nel decorso Risulta essere di tipo fluttuante
Malattie precedenti La malattia è di origine primitiva (non deriva da nessun’altra) Inizia con un episodio di anoressia nervosa diventando una sua possibile evoluzione
Prognosi Positiva soltanto se gli interventi sono tempestivi Buona in più della metà dei casi, risponde bene alla terapia

Come puoi riconoscere se soffri di Anoressia Nervosa:

  • TI rifiuti di mantenere il tuo peso al di sopra o al pari del minimo normale per la tua età e la tua altezza;
  • Hai una forte paura di ingrassare, anche quando sei palesemente sottopeso;
  • Il peso o la forma del tuo corpo rappresentano una grande e costante preoccupazione;
  • Il tuo Indice di Massa Corporea è uguale o inferiore a 17,5 in assenza di malattie di altro genere.
  • Se sei una ragazza, hai un ciclo irregolare o totalmente assente, o soffri di impotenza se sei un ragazzo.

Comportamenti che puoi avere:

  • Ti pesi anche dalle dieci alle quindici volte al giorno;
  • Sei una perfezionista nelle attività scolastiche e nelle attività di tutti i giorni;
  • Ottieni risultati eccellenti a scuola o nel lavoro;
  • Hai frequenti sbalzi d’umore e tendi ad isolarti da amici e parenti;
  • Tendi a mangiare in solitudine;
  • Hai un interesse eccessivo per i libri di cucina e per le ricette;
  • Tendi a cucinare per gli altri, spesso senza partecipare ai pasti;
  • Tendi a nascondere, buttar via il cibo, sminuzzarlo in piccoli pezzi, mangiarlo molto lentamente o troppo velocemente;
  • Mangi sempre alla stessa ora, apparecchiando sempre allo stesso modo o indossando lo stesso abito.
  • Vedi delle parti specifiche del tuo corpo molti più grosse di quello che realmente sono (cosce, glutei ecc.);
  • Eviti i rapporti sessuali;

Come puoi sentirti:

  • Passi rapidamente dall’euforia ed una attività frenetica a profondi sentimenti di tristezza e apatia;
  • Sei Irritabile e inquieta;
  • Provi sentimenti d’inadeguatezza e ti senti rifiutata da tutti;
  • Provi disgusto per te stessa;
  • Trovi difficoltà nel comunicare con gli altri;
  • Non riesci a riconoscere e ad esprimere le tue emozioni;
  • Non ammetti che il rapporto che hai con il cibo sia una malattia;
  • Hai paura dei cambiamenti;
  • Perdi interesse per le cose piacevoli;
  • Ti allontani dagli amici;
  • Hai difficoltà di concentrazione e di memoria;
  • Provi ansia soprattutto al momento dei pasti, o a situazioni sociali che implicano il consumo di cibo;
  • Hai difficoltà ad addormentarti o hai risvegli notturni.

Quali conseguenze fisiche puoi avere:

  • Un grave stato di disidratazione, ovvero sete, vertigini, gonfiore alle gambe e alle braccia;
  • Debolezza e voglia di far niente;
  • Danni ai polmoni, al cuore e ai reni;
  • Danni ai denti;
  • Perdita dei capelli;
  • Aumento del colesterolo e del metabolismo di base;
  • Fratture spontanee delle ossa;
  • Crescita di peluria sul corpo;
  • Dolori e gonfiori alla pancia e digestione lunga e difficile;
  • Stitichezza;
  • Gonfiori alle mani, alle caviglie e al viso;
  • Anemia, riduzione dei globuli bianchi (calo del sistema immunitario) e delle piastrine(tendenza a perdere sangue);
  • Scomparsa delle mestruazioni;
  • Rischio di infertilità e di aborto.

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