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Col termine obesità si intende un aumento di peso corporeo per accumulo di grassi nel tessuto adiposo in quantità eccessiva rispetto alle necessità fisiologiche dell’organismo tale da determinare un rischio per la salute. L’obesità è una patologia assai frequente ed in costante aumento. La sua diffusione varia da un paese all’altro a seguito di fattori genetici, culturali, socioeconomici, ma è maggiore nei paesi industrializzati.

Per diagnosticare l’obesità si deve calcolare l’Indice di Massa Corporea (BMI, Body Mass Index).

Diversi sono i fattori causali che caratterizzano l’obesità. Secondo un modello medico-neurobiologico-psicologico integrato i principali fattori sono: neurobiologici, metabolici, psicologici e socio-culturali.

Si possono tuttavia individuare tre principali tipologie di obesità, alla base delle quali concorrono cause psicologiche e comportamentali:

  • iperfagia prandiale
  • grignottage
  • binge eating disorder

L’iperfagia prandiale si caratterizza per l’assunzione di grandi quantità di cibo prevalentemente durante i pasti. Le caratteristiche psicologiche principali dell’iperfagia sono il piacere per il cibo, il controllo sulle quantità assunte, l’aspetto prevalentemente conviviale legato ai pasti e l’assenza di malessere psicologico legato all’assunzione degli alimenti stessi.

L’iperfagia prandiale è spesso il risultato di consolidate abitudini familiari, ed è non di rado associata a stereotipi culturali (pensiamo alla “dieta del fast food” tipica della cultura statunitense). Gli eccessi alimentari durante i pasti possono determinare l’insorgenza di una obesità marcata qualora tale comportamento sia frequente, ma il peso può rimanere entro i limiti del sovrappeso (BMI<30) se esso risulta episodico.

Per grignottage si intende lo spiluccare piccole quantità di cibo, soprattutto dolci e grassi, quindi alimenti altamente calorici, durante buona parte della giornata. Il grignotteur, così come l’iperfagico prandiale, mangia lentamente e apprezza quello che sta mangiando, a differenza del primo però, spesso mangia in risposta a noia o malesseri fisici vari. Ad un esame psicologico a volte si riscontrano una bassa autostima, tratti ansiosi di personalità o vere e proprie sindromi ansioso-depressive, in genere di modesta gravità.

Il binge eating disorder (o disturbo da alimentazione incontrollata) è invece una malattia molto più grave e complessa dal punto di vista psicologico. Il comportamento alimentare di questi soggeti è caratterizzato da abbuffate episodiche (del tutto simili a quelle dei pazienti affetti da bulimia nervosa) accompagnate da perdita di controllo e seguite da depressione dell’umore. Per abbuffata si intende un episodio alimentare caratterizzato dall’introduzione di una grande quantità di cibo (assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili) accompagnata dalla sensazione di perdita del controllo.

Vedi anche: Disturbi AlimentariAnoressia NervosaBulimia NervosaDisturbo da Alimentazione IncontrollataBinge Eating Disorder