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CORSO ONLINE

 Il paradigma della neurodiversità

Applicazioni cliniche su ADHD, DSA e Spettro Autistico

 

CORSO ONLINEInizio: 16 maggio 2020. Iscrizioni aperte fino al 10 maggio, salvo esaurimento posti.

PRESENTAZIONE DEL CORSO E SBOCCHI PROFESSIONALI

“Se hai incontrato una persona autistica, hai incontrato una persona autistica”. Questa frase è spesso utilizzata per sottolineare che ogni persona autistica è unica e va compresa individualmente, all’interno di un ampia gamma di possibili differenze nelle modalità di comunicazione sociale. I racconti di prima mano delle persone autistiche forniscono indicazioni dall’interno, molto importanti sia per la ricerca sia per la clinica. Al tempo stesso le numerose differenze individuali in un funzionamento che si tende invece a generalizzare rivela che nessuna persona autistica può essere considerata rappresentativa di tutte le persone nello spettro.

Storicamente, l’autismo è stato visto principalmente come una condizione medica da curare e ricondurre alla “normalità”, diagnosticata da medici e trattate in termini di disturbo e/o di disabilità, con deficit del funzionamento e allontanamento dalla “norma”. Molta strada è stata fatta nello studio dello spettro autistico, fino a raggiungere la consapevolezza dell’esistenza di una gamma di differenze individuali tra persone autistiche talmente vasta da indurre a parlare non più di autismo, ma di autismi. Il DSM-IV ha tentato una categorizzazione di queste differenze, distinguendo diversi sottotipi, tra cui l’autismo infantile e la sindrome di Asperger, però si è poi osservato nella pratica clinica che la sovrapposizione dei segni clinici rendeva inapplicabile una diagnosi in base a tali sottotipi.

Così nell’attuale DSM-5 si è provveduto a modificare nuovamente i criteri diagnostici, arrivando a una definizione di autismo in termini di spettro, con la possibilità di specificare un profilo individuale per la singola persona diagnostica. Al tempo stesso i criteri dell’ICD-11 aggiornati al 2018, pur rispecchiando la scelta del DSM-5, riconoscono alcuni sottotipi, tra cui quelli di autismo con o senza disabilità cognitiva. Negli stessi anni in cui la medicina dibatteva sui criteri diagnostici per l’autismo, un giornalista Steve Silberman ha scritto un libro, Neurotribù, che ha contribuito a cambiare in maniera significativa la percezione sociale dello spettro autistico e ha dato voce al movimento per la tutela della neurodiversità, che raccoglie le persone autistiche e le loro famiglie che rifiutano il concetto di autismo come disabilità e scelgono di considerare lo spettro autistico in termini di condizione neurologica differente da una condizione neurotipica. Tra questi l’Autism Rights Movement,, che riconosce nell’autismo una alternativa valida alla neurotipicità. Questa argomentazione estende la prospettiva “differenza non disturbo” alle persone con altre differenze cognitive, in particolare alle persone con i cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento e con ADHD.

I sostenitori del concetto di neurodiversità affermano che queste condizioni derivino da variazioni genetiche naturali e non siano patologiche, ma che dovrebbero essere trattate come categorie sociali, come l’etnia, l’orientamento sessuale, suggerendo che dovrebbe essere la società a cambiare rispettando nella sua organizzazione le esigenze delle persone nello spettro autistico e non queste ultime a cercare di normalizzarsi o curarsi, sforzandosi di rinunciare a una propria specificità, con grandi sofferenze e con una forzata rinuncia alla propria autenticità, che comporta, questa sì, spesso un serio disagio psicologico e sociale.

Leggere l’autismo, le differenze nell’apprendimento, il cosiddetto ADHD, in termini di neurodiversità, non significa negare le difficoltà, spesso anche grandi, che le persone con queste condizioni neurologiche e le loro famiglie si trovano a vivere, ma significa rispettare il diritto di queste persone all’autodeterminazione nelle loro scelte rispetto al supporto e ad eventuali trattamenti di cui possono aver bisogno.

Questo corso si rivolge, così, agli psicologi che desiderano integrare il paradigma della neurodiversità nel loro lavoro, scegliendo di non etichettare le diverse forme di neurodivergenza come intrinsecamente patologiche, ma di individuare modi di vita che siano sempre più rispettose e armoniose rispetto alle differenze neurologiche individuali. Fornisce, perciò, la possibilità di approfondire la conoscenza del paradigma della neurodiversità, applicato in modo particolare allo spettro autistico, a partire da un excursus storico sulle diverse forme di adattamento sociale messe in atto nel corso della storia da persone con caratteristiche neurologiche atipiche.

 

STRUTTURA E ARTICOLAZIONE DEL CORSO

Il corso ha la durata di due giornate, per un totale di 16 ore formative.

Per le date degli incontri, vedi il Calendario Didattica.

Le lezioni si svolgeranno il sabato e la domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

Il corso si propone con un taglio prevalentemente pratico. A tal fine, saranno privilegiate, oltre alle classiche lezioni frontali, esercitazioni e discussione in gruppo, supervisioni, analisi di casi clinici reali e video, role-playing.

 

DESTINATARI DEL CORSO

Psicologi e psicoterapeuti, laureandi in psicologia e/o specializzandi in psicoterapia e neuropsicologia, neuropsichiatri, logopedisti, neuropsicomotricisti. Saranno valutate le richieste presentate da altre figure para-sanitarie attraverso screening curriculare.

 

OBIETTIVI FORMATIVI
  • Acquisire conoscenze sul concetto di neurodiversità e sul modo in cui le differenze neuronali – in modo particolare nello spettro autistico – formano i processi informativi nelle persone neurodiverse, il loro modo di pensare a se stessi e agli altri, il modo in cui gestiscono le loro emozioni e vivono le relazioni affettive e lavorative;
  • Acquisire conoscenze per intervenire nei disturbi dello spettro autistico, nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e nell’ADHD, in età evolutiva ed adulta, secondo il paradigma della neurodiversità.

 

PROGRAMMA DIDATTICO

Storia del concetto di autismo

  • Storia dell’autismo da Bleuler a Kanner a oggi;
  • L’invenzione delle madri frigorifero e della fortezza vuota;
  • L’autismo e i crimini nazisti;
  • L’invenzione del concetto di spettro:

 

Epidemiologia

 

Modello teorico della neurodiversità

  • il Contestualismo Funzionale e la Relational Frame Theory (RFT);
  • assunzione di Prospettiva (Perspective Taking) e Teoria della Mente.

 

Modello patogenetico: dalla disabilità alla neurodiversità.

  • perchè la psicologia deve occuparsi della neurodiversità.
  • che cos’è un paradigma e che cos’è un cambio di paradigma.
  • il mito del cervello normale.
  • l’autismo in chiave evoluzionistica: la diversità genetica e la selezione positiva delle varianti

genetiche dell’autismo.

  • il caso dell’autismo: oltre la Geek Sydrome.

 

Modello sociale

  • Le associazioni di genitori;
  • Autistico o persona autistica? Quando la forma è sostanza;
  • Microaggressioni e patologizzazione di valori culturali e stili comunicativi differenti;
  • Lavoro e sindorme di Asperger: il caso di Specialisterne;
  • Temple Grandin, dalla progettazione di attrezzature per il bestiame alla cattedra della Colorado;
  • University al film sulla sua vita: il vantaggio di vedere per immagini;
  • L’Autistic Rights Movement;
  • Il Neurodiversity Movement;
  • Il Personal-Centred Planning;

 

Metodologia per la valutazione e il trattamento

L’autismo nei principali criteri di classificazione attuali: ICD10, DSM V, ICF, C.A.R.S.;

Il Profilo Psico-Educativo Revisionato (P.E.P.-R.);

Il Profilo Psico-Educativo per Adolescenti e Adulti;

L’Early Start Denver Model, un modello di intervento per i bambini nello spettro autistico in età prescolare.

 

MATERIALE DIDATTICO

Durante il corso verranno fornite all’allievo dispense e riferimenti bibliografici in relazione alle lezioni svolte. Gran parte del materiale didattico sarà in formato elettronico word, pdf e ppt. Gli allievi utilizzeranno fin da subito, per le esercitazioni in aula e la didattica frontale, materiale testologico originale e saranno discussi in gruppo casi clinici reali.

 

MODALITA’ DI ISCRIZIONE

La richiesta di iscrizione, corredata da Curriculum vitae, dovrà pervenire, via email a:

LRpsicologia@gmail.com

Successivamente l’allievo sarà contattato per formalizzare l’iscrizione.

 

QUOTA DI ISCRIZIONE E PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione è di € 300 + IVA.

Al momento dell’iscrizione, la quota dovrà essere saldata per intero.

 

RICONOSCIMENTI E ATTESTATO FINALE

L’Istituto LRpsicologia è Provider del Ministero della Salute e possiede le certificazioni di qualità ISO 9001:2015 e IQNet, garanzie internazionali di un alto standard formativo raggiunto. Il riconoscimento da parte del Ministero della Salute deriva dal controllo che un Organismo di Certificazione Nazionale e della Comunità Europea ha svolto sui programmi didattici, sulla qualifica dei docenti, sulle modalità di fruizione delle lezioni, sul materiale fornito e tanti altri requisiti necessari a soddisfare i criteri di qualità. Al termine del corso, dopo il superamento dell’esame finale sarà rilasciato l’attestato di formazione raggiunta. L’attestato ha validità per gli usi consentiti dalla legge, per esigenze curriculari, concorsuali, di aggiornamento e di riqualificazione professionale.

 

DOCENTE

Dott.ssa Carmen Pernicola, consulente psicologa, esperta nella valutazione di autismo e sindrome di Asperger in bambini e adulti, ADHD e nella riabilitazione in presenza e online per i cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e per i Bisogni Educativi Speciali (BES), specializzata in psicologia oncologica e delle patologie organiche gravi, psicologa giuridica esperta nella tutela dei minori vitttime di reato, Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, docente nel Master di Psicologia Giuridica e nel Master di Neuropsicologia Infantile di LR Psicologia, autrice del saggio Guida alla valutazione del danno psichico, edito da Franco Angeli.

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